Approccio terapeutico

La psicoterapia cognitivo comportamentale (Cognitive-Behaviour Therapy, CBT) è ricca di approcci terapeutici supportati dall’evidenza scientifica che ne dimostrano un’efficacia pari o maggiore anche rispetto alla farmacoterapia. Per esempio, l’OMS e l’ISS la riportano come riferimento in caso di Disturbi d’Ansia.

Si tratta di un indirizzo di studio e ricerca che nasce da due importanti filoni:
– la terapia comportamentale interviene direttamente sulla relazione creatasi lungo il corso degli apprendimenti, tra una situazione problematica e le sue tipiche risposte emotive e comportamentali
– la terapia cognitiva interviene sui pensieri e sugli schemi che sono legati all’interpretazione della realtà dell’individuo e che accompagnano quegli stati emotivi vissuti in maniera intensa e non funzionale all’adattamento durante la vita quotidiana.

La CBT nasce con la finalità di essere concreta e orientata a uno specifico scopo, a breve termine e collaborativa. Le ultime applicazioni cliniche ricercano modalità sempre più veloci e sensibili che mirino non solo al cambiamento, ma anche, quando necessario, all’accettazione degli stati problematici (psicoterapia sensomotoria, tecniche immaginative, schema therapy, mindfulness ecc.).

Nella mia pratica clinica mi occupo anche di Disturbi di Personalità avvalendomi in particolare delle risorse d’intervento approfondite dalla Terapia Metacognitivo-Interpersonale. Inoltre, per comprendere e trattare condizioni traumatiche, in particolare quelle di natura relazionale (come violenza fisica e psicologica e trascuratezza) ritengo che il modello Cognitivo Evoluzionista (G. Liotti) e il trattamento della Dissociazione Strutturale (O. Van der Hart, K. Steele) siano validi supporti al mio lavoro terapeutico.